PAROLA  AL TECNICO

    In occasione dell'inaugurazione del nuovo sito web della A.S.D. FREELANCE ATLETICA ZAFFERANA nata  a seguito dell'incorporazione societaria nel 2016 della A.S.D. FREELANCE ATHLETICS PAESI ETNEI  nella A.S.D.  ATLETICA ZAFFERANA, il nostro Tecnico e Allenatore del Sodalizio, Salvo Leonardi, ha raccolto e riportato a seguire una serie di riflessioni scaturite da quesiti e argomentazioni che gli sono stati sottoposti da atleti, tecnici, genitori, amici e simpatizzanti del settore, maturati nel corso di questi primi 5 anni di attività.

Q - Perchè ha sentito il bisogno di pubblicare questa pagina di riflessioni ?

Come in una sorta di FAQ della nostra piccola realtà, le chiamerei le FAQ della Freelance, per facilitare coloro che si imbattono nel sito a conoscere chi siamo e cosa facciamo. Il nuovo sito web, associato al nostro blog, rappresenta un altro piccolo tassello che si aggiunge al puzzle della giovane ma ricca storia di questi primi 5 anni atletica giovanile della Freelance. In questi anni, stimolato dai tanti quesiti che mi sottoponevano amici, simpatizzanti e genitori del settore, ho inevitabilmente maturato delle riflessioni che penso valga la pena di pubblicare.

Q - Perchè un sito che ingloba anche la giovane storia della Freelance?

Per lasciare una traccia di questi primi 5 anni di attività svolti in autonomia dalla Freelance. Ci tenevo per me stesso nel rispetto del tanto tempo che ho investito nel portare avanti questa attività ma anche dei nostri atleti che hanno vestito la maglia del nostro sodalizio. A livello giovanile abbiamo ottenuto ottimi risultati, vinti tanti titoli e riscritto pure qualche record Siciliano, risultati che meritano di essere ricordati. E poi, rivivere alcuni momenti sportivi, ricchi di emozioni e passioni, che hanno caratterizzato la nostra giovane storia, vissute in varie parti della Sicilia e non solo, fa sempre piacere.  

Q - Quando ha iniziato ad appassionarsi di Atletica ?

La passione c'è l'ho sempre avuta, sin da ragazzino. L'ho trasmessa alle mie figlie ed è diventata l'asse portante dell'attuale sodalizio.

Q - Perché il nome Freelance ?

Il caratteristico nome FREELANCE, che ha sempre accompagnato inequivocabilmente la nostra Associazione Sportiva, trae spunto dalla voglia di far nascere un nuovo soggetto sportivo libero da vincoli di dipendenza da Associazioni presenti nel Territorio, ma non per questo meno importante. Rispetto alla maggior parte di realtà simili alla nostra, facciamo un'atletica diversa, non nella sostanza ma, cercando di dare una possibilità a tutti i giovani che si avvicinano a questo sport, indipendentemente dalle proprie abilità naturali. Ci dedichiamo a tutti i giovani con lo stesso impegno, pur consapevoli che la maggior parte di loro si perderanno tra i mille rivoli dell'età adolescenziale e non saliranno mai su un podio che conta. Però tutti nel nostro sodalizio possono cimentarsi a fare un po di atletica. Difficilmente invece si trovano strutture societarie e allenatori disposti a seguire anche i ragazzi poco dotati atleticamente. Seppure tra i nostri tesserati annoveriamo qualche atleta delle Categorie Assoluti e Seniores, noi ci rivolgiamo principalmente al settore giovanile, se poi di tanto in tanto sbocceranno dei talenti, gestiamo anche quelli. Di certo il nostro contributo è prezioso e fondamentale per le grosse società che poi cercano di reclutare atleti già formati nel settore della categoria assoluti.

Q - Qual è la ricaduta di questa attività ?

Enorme socialmente parlando ma difficile da intercettare dalla nostra svogliata generazione sociale. Grazie a questa attività i giovani al campo devono fare i conti con i loro limiti, con l'inevitabile rispetto delle regole sportive, imparano anche a crescere. Se vuoi migliorarti devi anche impegnarti perché come dico sempre, la pista non fa sconti a nessuno. Quindi credo possiamo parlare di un' attività altamente formativa per i giovani.

Q - Quali difficoltà si incontrano svolgendo questo tipo di attività ?

Molte, moltissime. Io spendo del tempo come hobby, per passione, perchè mi piace ma, non è facile risolvere le mille problematiche che si celano dietro l’'allenamento di un giovane atleta.  Allenare significa avere innanzitutto conoscenze sufficienti di base del settore. Ma significa anche avere una struttura minima a disposizione, avere degli attrezzi, tanto tempo da dedicare, saper adattarsi ai diversi climi stagionali, interagire con le amministrazioni, con i genitori, con medici dello sport, con ambienti e regolamentazioni federali, con problematiche tecniche, con la particolare età adoloscenziale dei ragazzi, e anche con i problemi sociali del nostro tempo. Dietro ogni giovane atleta c’è un nucleo familiare con cui si deve interagire e non è raro incontrare genitori che tendono di sostituirsi agli allenatori. Talvolta si devono prima “allenare” i genitori nel tentativo di far capire loro che il mondo dell’'atletica ha le sue regole e che i risultati sono anche frutto della costanza degli allenamenti. Capita non di rado vedere giovani atleti abbandonare questo sport a causa delle incalzanti aspettative dei genitori verso la prestazione dei propri figli atleti o che si improvvisano tecnici sul luogo di gara o in allenamento. Specie  nel caso di giovani atleti con il nucleo familiare poco funzionante, i problemi si riversano uno a uno sulle prestazioni degli atleti. Talvolta gli atleti  abbandonano il sodalizio senza neanche una motivazione o in casi peggiori, senza anche un saluto. Fare atletica, significa del resto fare uno sport che ti mette a confronto con le tue capacità. Per dirla in termini "moderni", specie nell’'era dei telefonini, fare atletica significa che tu sei l’UP di te stesso, puoi contare solo sulle tue risorse fisiche e mentali, per cui non è uno sport in cui tutti i giovani atleti riescono con successo. Il territorio del resto in cui ci muoviamo noi presenta anche delle difficoltà aggiuntive per via di ambienti e mentalità paesane che seppure genuine e semplici negli stili di vita, non sempre sono sinonimo di garanzia, lungimiranza e pianificazione per le possbilità fisiche che offre questo sport per la crescita fisica equilibrate e controllata dei giovani ragazzi. Ottenere pertanto dei risultati importanti tra queste tante insidie, è una sfida nella sfida. In molti casi, tagliare la linea del traguardo in questo contesto, per un atleta è di già un grande risultato, minimo per la comunità sportiva, enorme invece in funzione del contest anche per il suo allenatore.

Q - Marcia, come si è appassionato a questa peculiare disciplina dell’'Atletica ?

 

Proprio perchè peculiare mi ha sempre incuriosito. L'’ho proposta inizialmente a mia figlia Alice che subito ha mostrato particolari propensioni verso questo specialità. Se te ne innamori, difficilmente smetti di allenare la marcia ma, la marcia é una disciplina a parte. Direi una comunità a se stante, dagli allenatori agli atleti a tutto il movimento. Mi sono quindi appassionato e ne ho scoperto il fascino che mi ha portato a conoscere anche tanti amici del settore, dal professore mio amico Bandieramonte, noto allenatore di Marcia che ha portato in alto e lontano tanti atleti Siciliani, a Pietro Pastorini e ai suoi ex formidabili atleti mondiali, a tutti gli altri tecnici e atleti con cui mi sono imbattuto in questi anni e con i quali ho ricordi di reciproca stima e affetto. Il nostro seminario sulla marcia organizzato a Zafferana Etnea con relatore proprio l’'illustre e mio caro amico Pastorini, leader nel settore della marcia mondiale, ne è una testimonianza. Oltre all’'aspetto tecnico e sportivo, interamente autogestito con risorse della nostra Associazione, con quel bellissimo convegno ho voluto  anche attirare l’'attenzione dell'amministrazione Comunale di Zafferana, comune dove ha sede il nostro attuale sodalizio, visto che siamo una realtà attivamente presente sul territorio. Alice, mia figlia, comunque ci ha messo molto di suo nel farmi avvicinare a questa disciplina, con la marcia ci ha regalato forti emozioni, spesso piazzandosi a podio a livello nazionale in diversi contesti agonistici. Il Record Siciliano nella Categoria Ragazze ottenuto nel 2014 e La vittoria di Maggio a Roma nella festa della Marcia del 7 Maggio 2016 in occasione della Coppa del Mondo di Marcia, sono degli esempi.

 

Q - L'Associazione annovera anche tanti titoli Siciliani individuali vinti nelle Prove Multiple giovanili, disciplina lontana dalla Marcia. Passione anche in questo settore ?

 

Si, indubbiamente. Come accaduto con la marcia, anche in questo settore ho avuto delle gratificazioni e con con vari atleti, come per esempio, Scavo, Spina e altri buoni atleti, dove abbiamo riscritto anche il nuovo Record Siciliano nel tetrathlon della categoria Ragazze. Le prove multiple sono anche un mezzo formidabile per gli allenatori per far crescere in maniera atleticamente equilibrata i giovani atleti. Ho cercato di fare appassionare tanti giovani a questa disciplina e i risultati si sono visti. Non a caso credo é la specialità dove abbiamo vinto vari titoli in diverse categorie, dalla Categoria Ragazzi fino ad Allievi.

 

Q - Pensa un giorno di smettere di allenare i giovani ?

 

Se un giorno non avrò piú stimoli a continuare, potrebbe succedere, chiuderò questa che comunque per me rimane una piacevole parentesi della mia vita. Ho iniziato infatti da grande ad allenare, per tante ragioni, non posso quindi dire di aver vissuto a pane e atletica, non almeno nel senso stretto del termine. La passione ce l’'ho sempre avuta, non ho avuto modo però di praticare da giovane questo sport in maniera professionale a livello importante, ricordo vinsi gli 800 metri all’'epoca ai Giochi della Gioventù con la scuola superiore per poi dedicarmi agli studi e al lavoro e seguire gli eventi sportivi con tanta passione ma dal di fuori. Allenare é un'’altra cosa. Allenare é una cosa seria e ho inziato ad allenare con passione quando sono riuscito a ritagliarmi un po di autonomia in ambito familiare. Misurarsi poi con un settore molto tecnico, dominato dai molti e affascinanti meandri del corpo umano, passando dal livello di Istruttore a quello di Allenatore a un'’età non proprio giovanissima, è stata una bella sfida, necessaria del resto per coloro che decidono di avvicinarsi a questo sport in maniera scrupolosa.

 

Q - Padre di una formidabile atleta che si chiama Alice. Come vive questo rapporto con sua figlia  ?

 

Argomento delicato ma che ci tengo ad affrontare.  Posso dire che le mie figlie, Letizia e Alice in particolare, hanno catalizzato la mia voglia di essere presente in questa comunità sportiva. Il rapporto tra “"allenatore padre"” e "“atleta figlio"” è molto, molto particolare. Casi celebri passati e presenti, in atletica, testimoniano quello che dico. Questo rapporto non è sempre destinato a funzionare, però quando funziona riesce a darti quel qualcosa di piú che un altro rapporto non consaguineo, genuino e autentico per quanto possa essere, non può darti. Rispondo cosí anche a coloro che, forse un po invidiosi di questo brillante binomio che a livello Siciliano e non, ci sta regalando risultati importanti e molte emozioni. Ricordo ancora vocine maliziose che quando iniziai ad allenare Alice, mi consigliavano di affidarla ad altri tecnici.

 

Q - Critico con la gestione degli atleti di alcuni sodalizi che magari sorretti da condizioni economiche importanti tendono a sopraffare piccole ma virtuose società come per esempio la Freelance.

 

Purtroppo é stato spesso cosí e temo che lo sarà ancora, almeno fino a quando lo sport non sarà inteso nel senso vero del termine. Le societa che economicamente hanno sponsor o realtà economicamente importanti non guardano alle piccole realtà sportive, come per esempio la nostra, con lungimiranza e interesse, supportandole e incentivandole per fare crescere il vivaio e il settore giovanile. Piuttosto, senza spendere un euro, aspettano che uno formi un atleta per poi provare a prenderselo senza troppi scrupoli, promettendo ai giovani ingenui atleti idilliaci scenari di carriera che poi non trovano riscontro nelle categorie superiori.

 

Q - Quale potrebbe essre un modello virtuoso per capitalizzare al massimo gli atleti ?

 

Il consorsizio tra grosse e piccole società, dove una, massimo due società grosse per ogni regione operano esclusivamente nel settore assoluto, alimentate dagli atleti sfornati dalle piccole società satelliti operanti nelle categorie giovanili. Purtroppo raramente si trovano dirigenti illuminati di diverse società disposti a condividere risorse e idee. Anzi, spesso le società che hanno qualche euro da spendere, si limitano a versare l’'indennità di preparazione alle società da cui prelevano gli atleti, come da regolamento federale, ma difficilmente si instaurano collaborazioni di intenti mirate, dove anche i tecnici degli atleti, oltre gli atleti stessi, vengono valorizzati per il prezioso lavoro di reclutamento. Il risultato di questo andazzo é una penuria di atleti nel settore assoluto che alla lunga potrebbe rendere il movimento sportivo inesistente. Viste le poche risorse economiche, se vogliamo vedere i nostri giovani atleti un giorno gareggiare numerosi in TV nelle manifestazioni internazionali, la soluzione é la condivisione razionale e trasparente delle poche risorse disponibili tra le piccole e le grosse società, non c’é altra strada. Altrimenti dovremo accontentarci di vedere in TV sempre quei pochi e rari talenti naturali che taluni rinomati tecnici del settore confondono poi come frutto del loro operato, piuttosto che di un DNA fortunato a favore dell’'atleta. Anche la federazione su questo evidente ma cruciale tema del reclutamento giovanile, potrebbe e dovrebbe fare di piú, ripartendo per esempio dalle scuole, affiancando progetti seri e mirati appannaggio delle piccole società locali che operano capillarmente nel territorio, razionalizzando le pur poche risorse alle società secondo criteri meritocratici. Seppure indubbiamente la moneta aiuta, non é la moneta, alla lunga, il volano iniziale per migliorare il movimento ma, un fattore meramente organizzativo. E senza presunzione, voglio anche dire a quei tecnici che affermano che l’'atletica con la A maiuscola inizia dalle categorie allievi in poi, che l’'atletica inizia invece proprio con il reclutamento giovanile, senza il quale non c’'é futuro per qualsivoglia atleta, dirigente o tecnico.

      

Q - Qual é l’evento o la gara che ricorda con maggiore entusiasmo durante questi anni di attività ?

 

Tornando indietro con la mente ne trovo tanti e non uno che predomina nettamente. Se proprio devo citarne qualcuno, non posso non ricordare la prima vittoria, per certi versi inaspettata, al cross regionale della allora la mia piccola Alice categoria esordienti. Forse perché quello fu l’inizio di un dominio nelle gare di Cross Siciliane che Alice ha saputo mantenere per tutti i successivi anni nelle categorie giovanili.

 

Q - Può citare qualcuna di queste gare ?

 

Ricorderei la gara di Basicò del 24 Gennaio di quest’'anno, l'’andata dei Campionati Societari di Cross. Alice proveniva da un difficile periodo in cui subiva le conseguenze di un'’anemia che le aveva impedito a Ottobre del 2015 di partecipare ai Campionati Nazionali Individuali su Pista nella marcia. Da quel periodo e per tutto l’'Autunno e Inverno non abbiamo potuto svolgere la classica preparazione invernale e quindi arrivavamo a quell’'appuntamento con tante incognite e soprattutto con la pressione agonistica che hanno atleti favoriti come Alice. Le avversarie di Alice,  per intenderci, atlete allenate da rinomati tecnici del mezzofondo come l'amico professore Coletta, l'’allenatore della indimenticabile Anna Rita Sidoti per intenderci, oppure  gli ottimi atleti della scuola del mezzofondo di Mazzarino del mio amico Giannone e, tanti altri ancora, tutte atlete interessanti e che potevano vantare nel mezzofondo su pista tempi paragonabili se non addirittura migliori di quelli fatti registrare da Alice nella stagione precedente. Insomma, un pò tutti eravamo curiosi di vedere come si sarebbe conclusa quella gara che, senza volerlo, per via del nostro contesto atletico oggettivamente difficile, era diventata una sfida annunciata. Abbiamo assistito in effetti ad una gara entusiasmante, svolta strategicamente da manuale dalle atlete migliori ma, ancora una volta Alice con una condotta di gara saggia e rintuzzando gli attacchi subiti nel corso della gara, con un allungo poderoso nel finale ebbe ragione delle avversarie, per poi ripetersi anche nella successiva gara di ritorno a Catania dove si aggiudicò il titolo di Campionessa Siciliana di categoria per il secondo anno consecutivo e per ben 5 volete ininterrottamente dal 2012. Queste sono emozioni che nella carriera agonistica di un allenatore, difficilmente si dimenticano.

 

Q - Qual é stata invece la gara o l'’evento che ricorda in maniera negativa ?

 

Ad oggi, posso dire senza dubbio la mancata partecipazione ai Campioanti Italiani su Pista nella Marcia a Sulmona il 10 Ottobre del 2015. Ci eravamo preparati per tutta una stagione a questo evento, Alice avrebbe potuto lottare per il podio e, vedere invece la gara dalle tribune, sapendo che la tua atleta avrebbe potuto essere li, resterà per sempre l’'incompiuta. Sport significa anche questo e, ci si consola con la frase dicendo che le esperienze negative sono quella da cui si impara di piú. Ma lo dico tutt'oggi ancora con tanta tristezza!

 

Q - Cosa imparano i giovani che si sono avvicinati al vostro sodalizio ?

 

Tanto, tantissimo, come del resto coloro che si cimentano in questo sport. Sono convinto che ogni atleta che ha vestito la nostra maglia sociale, anche se per un breve periodo, ricorderà sempre questa sua breve parentesi giovanile di sport in maniera molto formativa perché, indipendemente dai risultati ottenuti, ogni volta che dovrà affrontare una qualsiasi delle infinite sfide che gli riserva la vita, ricorderà che l’'umiltà é maestra di vita!


   
 

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